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Sul bilanciamento e il tiller
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Autore Messaggio
vittarco
Yoda


Registrato: 20/12/06 17:27
Messaggi: 6200
Residenza: Gallarate - Italy

MessaggioInviato: Mar Gen 12, 2010 2:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro giuliano,

il lavoro di Ghedini è sicuramente apprezzabile, ma rimane quello che è, ovvero una teoria indimostrabile in altro modo se non facendo riferimento a se stessa.
Ricorda molto i famosi filmati di W&W che insisteva a cercare di dimostrare che i flettenti migliori con maggior rigidità torsionale erano quelli con minori oscillazioni dei tip a fina chiusura.
Ovvio che non era così, perchè l'unica rigidità torsionale che conta e' quella sotto clicker e quindi quanto impiegano i flettenti a ritrovare la linea corretta dopo il rilascio, non quanto impiegano a ritrovarla quando la freccia se ne è già andata.
Inutlie inoltre parlare di tiller ottimizato se non si parla prima del tiller naturale della coppia ottimizata. Tiller naturale = 1/8", tiller ottimizzato = 1/16" ha un significato di interazione tra sistema di messa a punto e sistema arco, altrimenti il risultato è un numero asettico senza riferimenti di partenza.
Inoltre, la rumorosità dei flettenti è sempre pesantemente influenzata dal livello di precarica e dalle tolleranze delle code di rondine e del nottolino elastico interno (tralasciando le altre decine di parametri minori). Se bilanci perfettamnte le precariche e lasci il tiller naturale dei flettenti hai una situazione, se lsono molto cariche hai una situazione, se non lo sono ne hai un'altra. ma le due cose fanno parte del fine tuning, per definizione, insieme al brace e al punto di incocco, nonchè al center shot.

In un sistema complesso, lo stabilire quali possono essere le costanti è la base di qualsisi procedimnto di regolazione successiva.
Da anni ho ormai definito il tiller come la costante base del sistema, troppo complessa da manipolare perchè infleunzante tutti gli altri parametri della messa a punto.
Regolare il tiller negli archi TD con flettenti moderni vuole dire cambiare allo stesso tempo inclinazione del riser, punto di pressione, reazione del bottone e del rest, reazione degli stabilizzatori, brace, spine dinamico della freccia, punto di pressione sulla grip e altezza del punto di incocco 8s enon mi sono scordato qualcosa)
Assurdo da gestire e soprattuo inutile.
Considerare il punto di incocco come costante come nella tesi di Ghedini è solo rovesciare causa-effetto e forzare la taratura senza preoccuparsi degli altri paremetri. Ovvio che alla fine vai vicino agli stessi risultati, visto che l'arco raggruppa solo in limitate relazioni tra punto di incocco e tiller, ma il proceso di avvicinamento all'ottimale e' infinitivamente piu' lungo, e la differenza di vibrazioni residue tra i flettenti non centra assolutmante nulla con la sincronia, che e' il momento in cui la freccia lascia l'arco, coincidente con l'inizio dell'appoggio della corda sulle curve di entrambi i flettenti. Se l'arco e' tarato, la sincronia esiste per definizione, e le vibrazioni residue sono come il dumper in fondo al'asta centrale: ininfluenti.
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stef4o
C3PO


Registrato: 08/10/07 18:01
Messaggi: 3

MessaggioInviato: Dom Feb 07, 2010 5:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Desidero intervenire unicamente per sanare alcune imprecisioni o incomprensioni dovute senza dubbio alla complessità della materia:

vittarco ha scritto:
il lavoro di Ghedini è sicuramente apprezzabile, ma rimane quello che è, ovvero una teoria indimostrabile in altro modo se non facendo riferimento a se stessa.

In realtà la mia applicazione parte da una teoria indimostrabile dal nome "principio di conservazione dell'energia" le cui conseguenze sono ampiamente utilizzate in tutti i campi tecnologici.

Citazione:
Inutlie inoltre parlare di tiller ottimizato se non si parla prima del tiller naturale della coppia ottimizata. Tiller naturale = 1/8", tiller ottimizzato = 1/16" ha un significato di interazione tra sistema di messa a punto e sistema arco, altrimenti il risultato è un numero asettico senza riferimenti di partenza.

Sono d'accordo, ma il tiller ottimizzato è ottenuto studiando il tiller in funzione dei parametri fissati fino a quel momento, quindi si può affermare che anche il tiller naturale viene considerato dallo "spazzolamento" (sweep).
Citazione:
Inoltre, la rumorosità dei flettenti è sempre pesantemente influenzata dal livello di precarica e dalle tolleranze delle code di rondine e del nottolino elastico interno (tralasciando le altre decine di parametri minori). Se bilanci perfettamnte le precariche e lasci il tiller naturale dei flettenti hai una situazione, se lsono molto cariche hai una situazione, se non lo sono ne hai un'altra. ma le due cose fanno parte del fine tuning, per definizione, insieme al brace e al punto di incocco, nonchè al center shot.

Sono d'accordo, per questo motivo, ogni modifica di un anello della catena di responsabilità implica la modifica degli anelli che seguono (cfr. http://sensortuning.blogspot.com/2009_10_01_archive.html)

Citazione:
Considerare il punto di incocco come costante come nella tesi di Ghedini è solo rovesciare causa-effetto e forzare la taratura senza preoccuparsi degli altri paremetri.

Non credo affatto di aver scritto una bestialità simile, anzi, credo di aver sostenuto come il punto di incocco sia funzione dei parametri precedentemente fissati (quindi delle caratteristiche del materiale usato e dell'arciere che lo utilizza).
Forse la confusione nasce dal fatto che ho nominato il "punto di incocco" (che è il punto individuato sulla corda) ed il "riferimento di incocco" (che è il modo di identificare visivamente il punto di incocco): mentre il primo viene determinato dalle operazioni di tuning, il secondo è fissato sulla corda e deve essere riposizionato, coerentemente con le regolazioni.

Per tutti (Giuliano Bis ecc...): Dovrebbe essere chiaro a questo punto che il tuning del tiller deve essere inserito in un procedimento più ampio che coinvolge il tuning del sistema Arciere-Arco-Freccia globalmente, non una impostazione estemporanea.
Diverso è il discorso che riguarda il controllo del sistema: in questo caso, se è nota la storia precedente (ovvero se si è documentata la procedura di tuning) è molto semplice e preciso valutare macro e micro scostamenti dall'ottimo già individuato.
Spero che non sia sfuggito ai più che le mie intenzioni non erano quelle di sovvertire i canoni della messa a punto, ma anzi di dimostrarne la correttezza sostanziale, formalizzarne i contenuti e aumentarne l'efficienza e l'efficacia.
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GiBi
Lando Carlassian


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Messaggi: 75
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MessaggioInviato: Lun Feb 08, 2010 8:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

parlo da inesperto e "ancora in lotta" (si fa per dire) col mio eclipse e il suo baricentro
fatto stà che ho deciso di rimanere su una soluzione abituale e quindi v-bar ecc.. e andare su di punti e fare un paio di gare con tranquillità, poi riprendo gli esperimenti ma con dei parametri certi che mi sarò fatto ................ ho ripreso troppo di recente per fare delle valutazioni obbiettive !
ad ogni modo, visto che le cose si scoprono provando e ipotizzando, più teorie ci sono e meglio è; poi il confronto e le prove daranno il verdetto
di sicuro da una teoria o una prova qualcuno può trarre spunto per trovare anche la soluzione ......
tra le cose che mi girano per la testa con in mano il mio riser pensavo : e se invece di cercare di far cadere "meglio" l'arco in avanti pensassi a fare il contrario e aggiungere "quaslcosa" dietro e cercare un perfetto equilibrio statico (magari con l'arco in tensione per evitare che poi giri "al contrario") ?
cosa potrebbe causare questo ?

ciao
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bis
Leia


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MessaggioInviato: Lun Feb 08, 2010 9:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

In condizioni statiche, peggioreresti la capacita' di rimanere fermo sul giallo.
In condizioni dinamiche, al rilascio, l'arco ruoterebbe (in su) inducendo un'oscillazione nella freccia (cavalcamento).
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Si respira ...
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GiBi
Lando Carlassian


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Messaggi: 75
Residenza: Padova

MessaggioInviato: Dom Feb 14, 2010 8:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

sempre in tema di bilanciamento, tanto per curiosita visto che non se ne vedono molti in giro, a cosa servirebbe avere una stabilizazione "normale" (prolunga, V-Bar, asta centrale e 2 laterali) ma con V-Bar con i laterali inclinati verso il basso ?
per logica serve solo a spostare un pò il baricentro in basso e in avanti ?

ciao
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Eddibart
Leia


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Residenza: Savona

MessaggioInviato: Lun Feb 15, 2010 11:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Se i pesi laterali montati sul V-bar sono collegati dopo la gomma ruotando le asine in basso si abbassa il baricentro statico nella proporzione

gruppo(peso astine + peso gomma + pesi)/(peso totale arco) X
abbasamento baricentro del gruppo pesi.

in pratica si sposta in basso in baricentro dell'arco di 1/30 di quanto si abbassano i pesi. Ma abbassare il baricentro statico praticamente non porta alcuna variazione al bilanciamento statico (un lievissimo effeto statico lo si può avare alle grandi distanze 70m 90m con bassi libraggi in quanto aumenta l'angolazione di tiro, ma impercettibile)
l'effetto sul baricentro dinamico è limitato al solo peso delle astine e non al peso di ciò che e collegato dopo la gomma.
Quindi abbassare astine con pesi solo dopo la gomma non ha senso.

Se i pesi sono collegati prima della gomma non cambia nulla per bilanciamento statico come sopra, e l'effetto sull'ebbassamento del baricentro dinamoco è più marcato. Ma anche in questo la variazione è sempre modesta, cioè siamo a livello di regolazione ultra fine fuori dalla sensibilità dei comuni mortali. Essendo che tutto il gruppo di stabilizzazione è posizionato sotto il punto di pressione conviene aggiungere del peso in punta dell'asta centrale, questa infatti reagisce a compressione quindi molto più rigidamente e l'effetto dinamico è maggiore , magari anche apprezzabile senza hi speed camera.

Resta sempre la parte più bella del prepararsi l'attrezzatura: trovare il giusto equilibrio tra i vari peri prima e dopo i gommini.

Se può essere utile si può aggiungere che lo smorzamento delle vibrazioni è massimo se si sintonizza la frequenza libera delle masse su gomma con le vibrazioni dell'arco. Più massa dopo i gommini abbassa la frequenza smorzabile, anche gomma più elastica abbassa la frequenza smorzabile e questo il terzo e meno importante elemento da considera per i bilanciamenti, in quanto avviene a freccia scoccata.
Non entro nel merito della tesi di Stefano Ghedini , mi piacerebbe studiarla più approfonditamente. Credo però a spanne che un arco che non vibri in proporzione a quanto sia mal bilanciato. Con questo non critico anzi plaudo all'aproccio sperimentale utilizzato.
Una piccola domanda a Stefano, essendo fondamentale nelle misurazioni che lo strumento di misura non interferisca con la variabile da misurare, quanto pesavano gli accelerometri montari sull'arco? considerando che un unità di peso da bilanciamento è 20 / 25 gr.
_________________
"... la freccia urla ma non si sbriciola .... porta dentro l'energia accumulata .... mille frecce voleranno, bersagli vivi moriranno, bersagli morti rivivranno."
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stef4o
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Registrato: 08/10/07 18:01
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MessaggioInviato: Mar Feb 16, 2010 2:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Eddibart ha scritto:
Una piccola domanda a Stefano, essendo fondamentale nelle misurazioni che lo strumento di misura non interferisca con la variabile da misurare, quanto pesavano gli accelerometri montari sull'arco? considerando che un unità di peso da bilanciamento è 20 / 25 gr.

Non ho usato accelerometri e i sensori usati all'epoca della tesi pesavano circa 45 grammi ognuno, fissati simmetricamente rispetto al punto di pivot. In ogni caso, il confronto va fatto nei confronti del riser e non dei pesetti. All'epoca ho usato uno Spigarelli Explorer 25", ma - ripeto - lo sbilanciamento del tiller non viene ancora oggi rilevato con l'accelerazione del riser o di parti dell'attrezzatura (come nella tesi di Benner), esso si basa unicamente sul rumore allo "scocco".
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