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Re: Considerazioni varie sul mio 1 Fita

Da: V. Frangilli
EMail: vittarco@tin.it
Data: 02/09/02
Ora: 12.56.21

Commenti

Alberto, le tue considerazioni sono interessanti, come pure quelle fatte anche con me dai due scozzesi. Tre persone provenienti da altri "mondi" possono dare innumerevoli spunti di discussione sullo stato del Compound (e non solo) in Italia.

Qualche commento "a caldo" da parte mia.

1) C'e' stata tanta gente che ha fatto tanti punti nel compound, piu' di quelli che mi aspettassi. Ma altrettanta che ha "sofferto" troppo i 90 mt./ 329 max a 90 con il compound con Michele che ha fatto 325 significa scarsa preparazione sulla distanza.

2) C'era un altro sgancio a rotazione nel Femminile.Ma usato in modo quasi statico (!)

3) Sono d'accordo sul fatto che molti farebbero piu' punti se sapessero come tarare un arco.

4) Di azioni dinamiche, anche se non plateali, ce n'erano pero' un bel po'.

5) Tim Goodwin tirava male, ma la sua azione era, a livello di tentativo, quasi sempre dinamica.

6) Sulle frecce, usare le ACC o peggio per il FITA e' ridicolo, ma anche le X10 sono troppo pesanti (nel maschile). Le ACE (o forse le Cartel) sono l'unica scelta ragionevole.

7) Le penne di plastica sulle X10 (anche se le usa Mike Palumbo) e sulle ACE sono un assurdo. Le uniche scelte ragionevoli sono le Spin Wing o le Kurley.

8) Di gente che si allena tanto ce n'e'. Sicuramente si allena male.

9) Le considerazioni sopra esposte valgono in buona parte anche per l'Arco Olimpico.

10) Nell'olimpico, la maggior parte in "fermo immagine" sembra bene impostata. Ma poi le frecce vanno dove pare a loro. E' chiaro che si insegna a tirare nella maggioranza dei casi ancora con il sistema del "n'do coio coio" . Fase di mira assente, controlli assenti, tiriamo in fretta cosi' ci togliamo il pensiero, oppure tiriamo piano cosi' facciamo piu' punti. Roba da fine anni settanta.

11) Il potenziale giovanile nell'olimpico c'e'. Ma vedasi il punto 10 per la situazione tecnica.

12) Allenarsi propriamente vuol dire anche andarsi appositamente a cercare le gare "difficili" con avversari forti. Troppi di cosiddetto alto livello (senza disitinzione di sesso e di arco) non lo fanno praticamente mai. Puntano tutto su una o due gare all'anno "tranquille" per fare i loro punti. Poi, si va in trasferta con la maglia azzurra e generalmente si sbraga. Qualche rara volta si va bene, e su quello si vive di rendita per un altro anno. Una situzione da cambiare.

13) Per migliorare occorre in primis essere cattivi con se stessi e non aver paura del confronto. Mai. Le prove che non ci uccidono ci rendono piu' forti (Nice, non Frangilli)


Aggiornato il: 24 novembre 2010