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aefcam
Yoda
 
Italy
178 Posts |
Posted - 10/11/2002 : 12:25:30
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Riceviamo da Roberta Bonini e volentieri pubblichiamo un suo piccolo poema :
CAMPIONATI MONDIALI DI TIRO DI CAMPAGNA CANBERRA (AUSTRALIA) 3/16 SETTEMBRE 2002
E' assai difficile raccontare un'avventura cosi speciale, datemi solo la possibilità di provarci con molta umiltà.
Dove i Capi abbian trovato il coraggio di mandare anche me per questo viaggio rimarrà per tutti un mistero e se l'è chiesto il mondo intero.
Fatto è che ci siam preparati e all'aeroporto ci siam trovati, con bagagli un po' ingombranti ci hanno imbarcato tutti quanti.
La nutrita compagnia di sedici arcieri ha preso il via, è partita per l'Australia con l'arco a rappresentar l'Italia.
Pensavo di trovarmi in difficoltà tra quei campioni con tanta notorietà, ma ho immediatamente realizzato c he era un gruppo assai "sbragato".
Del capo delegazione inizierei a parlare, di Paolo Poddighe, il tutto fare, che col suo fisico possente spiccava sempre tra tanta gente.
Pronto a risolvere ogni problema ci ha procurato cibo a pranzo e a cena, ci ha accompagnato al supermercato dopo essersi motorizzato.
Il nostro Ambrogio non si è risparmiato, di ognuno di noi si è preoccupato, attento a soddisfare ogni richiesta e a tener un clima sempre di festa.
La nostra salute ha controllato e di indossare la "giacca” si e raccomandato, per fortuna avevamo quella "ufficiale” che ci ha riparato da quel freddo infernale.
"ANDIAMO RAGAZZI", era la sua frase preferita e per quattordici giorni l'abbiamo sentita, era il risveglio d'ogni mattina e ora mi manca quella sua frasettina.
Del gigante Gigi che si può raccontare se non che ci ha fatto un po' vergognare, han sentito tutti, perfino là in fondo, quando russava così profondo.
Si è fatto anche fotografare mentre rumoreggiava a tutto andare, anche gli aborigeni che stan li da tempo non avevan mai udito un tale borbottamento.
Sappiam che era però preoccupato, di responsabilità assai caricato, tra punteggi e regolamenti doveva controllare tutti gli eventi.
Ha seguito noi atleti con passione, ha elargito consigli con attenzione, mostrando un sorriso all'occorrenza o richiamandoci all'attenzione con pazienza.
Vincenzo usciva ogni mattina con la sua berrenina, per riparare la folta capigliatura dalla bassa temperatura
Con la valigetta come equipaggiamento piena di ogni armamento, era sempre pronto all'occorrenza ad intervenir con competenza.
Si è caricato delle nostre ansie ed ha condiviso le nostre speranze, nei suoi arcieri ha sempre creduto e la scommessa non ha perduto. (bel rischio vero?)
Fiducia mi hai saputo dare anche quando male sembrava andare, perciò ti dico con riconoscenza grazie per le gioie di quest'esperienza.
"E quel tipo che parla poco, ha un compito o è qui per gioco?" "Si chiama Giulio", mi han risposto, "fa i massaggi ed è un tipo tosto".
Ha iniziato in cielo il suo lavoro, coinvolgendo noi arcieri in un coro di movimenti finalizzati affinché tutti arrivassimo rilassati.
Laggiù non si è poi risparmiato, giornalmente ci ha seguito e ha lavorato, alla sera tutti in fila ci sistemava e uno per volta ci massaggiava.
Pian piano, stando in compagnia, quel suo sguardo cupo è volato via, ora di lui ricorderò la giocosità, la pazienza e l'abilità.
Avrei tante cose da raccontare e di ogni arciere vorrei parlare, di quel che in Australia ha combinato e che giornalmente ho catturato.
Di Ruele conoscete tutti la serietà, i suoi sguardi accigliati e la caparbietà, ma quando si tratta di programmazione non affidate a lui l'organizzazione.
Abbiam perso una mattina per trovare itinerari e la macchinina, che ci portasse in visita alla città e a vedere gli animali in libertà.
Dopo aver organizzato tutto, autista, giro e riunito il gruppo, ci comunica con serenità che le informazioni lui non le ha.
Le ha perse in giro o dimenticate, in qualche luogo abbandonate, rapito dal suo continuo fotografare ogni cosa vedesse vagare.
Per quattordici giorni lui l'ha cercata, ma purtroppo non l'ha trovata, voleva vedere anche per un istante quella bellezza così frizzante.
Nonno Alvise si è assai impegnato, anche sui campi di gara a lei ha pensato, ha avuto pure una magica visione che gli ha fatto sbagliare penino il paglione.
Non era la Megan in passeggiata, ma un gruppo di canguri in adunata che saltellavano allegramente ignorando tana quella gente.
Deluso ed amareggiato, dentro al suo mondo è ritornato di meravigliose filosofie, di gesti strani ed alchimie.
Conoscer la Doni è stato uno spasso e non solo perché con l'arco è un asso, ma per la sua spiccata ironia che tiene allegra la compagnia.
E' stato facile con lei socializzare e un bel rapporto così instaurare, la sua simpatia e la sua disponibilità hanno creato un clima di complicità
La sua naturale eleganza l'ha accompagnata in ogni circostanza, anche con l'arco e lo zaino in spalla camminava come una farfalla.
Ha avuto poi la sua giornata di gloria e forse passerà pure alla storia: agli scolari di quella città ha firmato autografi a volontà.
Del mitico Prandi che si può dire, perché è riservato e non si fa scoprire, ma pian piano anche di lui abbiam individuato un pregio o un difetto appurato.
Se un animale si voleva chiamare o un oggetto ritrovare, bastava far intervenire Maurizio che risolveva tutto senza rischio.
Col suo fare dolce e pacato ogni animale a sé ha chiamato "ciuccia li, miceggia là" ha individuato i Koala in libertà.
Quando però ha portato la bandiera che rappresentava l'Italia intera, nei suoi occhi ho letto un po' di emozione e l'orgoglio di un gran campione.
Del gruppo era parte essenziale, una zanzara assai speciale, averlo vicino è un vero tormento ma anche una gioia e un divertimento.
Da ogni angolo lui spuntava e una bravata organizzava, si stava sempre" sul chi va là" per ripararsi da tal esplosività.
Gillo è un vero giocherellone, fa parte del suo essere bambinone, ma quando prende l'arco in mano cambia espressione e diventa strano.
Se poi indossa il suo cappellino, solo Gigi gli sta vicino, in quei momenti si concentra per fare a bersaglio sempre trenta.
La tua medaglia era una certezza e l'hai conquistata con sicurezza e quando ti ho visto su quel gradino, mi sono emozionata e non solo un pochino.
Santa donna la tua Irene che ti segue sempre come si conviene a una ragazza innamorata anche se non l'hai ancora sposata.
I suoi occhi e il suo sorriso rendono dolce il suo viso anche quando è impegnata con decisione a tirare e vincere con passione.
Il Frangilli, geloso com'è, l'ha voluta tutta per sé e ci ha permesso raramente di coinvolgerla gioiosamente.
Mentre tira, e non so come fa, guarda li e anche là, cerca la sua Irene con apprensione e lei risponde sempre con passione.
L'abbiamo fatta spesso arrabbiare, anche se volevamo solo giocare, qualcuno al suo arco si è avvicinato altri sulla sua altezza hanno scherzato.
Per Giorgia sono due tasti delicati, verso i quali bisogna esser moderati, ma noi che siamo molto invadenti non abbiamo fatto i complimenti.
Nonostante la nostra ironia, la "piccolina" si è difesa con simpatia, usando pure all'occorrenza la sua fermezza senza tra trasparenza.
Sappiamo che sei sempre concentrata e che non ti senti mai preparata, ma ogni tanto lasciati andare così con gli altri ti potrai trastullare.
Non so se ho l'autorizzazione, ma io lo dirò senza esitazione: Cristina è davvero unica al mondo, ne sono certa, non mi confondo.
Dietro al suo fare un po' ombroso si nasconde un carattere gioioso, una forte personalità e un'intelligente ilarità.
Con lei non mi sono annoiata, perché ero sempre impegnata a prestarle questo oppure quello, a cercarle un uomo pure bello.
Ha perso tutto, eppure le scarpe, ma quando è stata l'ora non ha perso l'arte del saper tirare che le appartiene vincendo la medaglia che al collo tiene.
Barbara ed io, giormo e notte insieme siam state e tante chiacchiere sono volate, tra quelle quattro mura abbiam condiviso gioie e dolori con un sorriso.
Sei stata la mia traduttrice ufficiale, perché con le altre faticavo a parlare, questo mi ha dato la possibilità di inserirmi nei gruppi con tranquillità.
Mi dispiace, ma li con te non ero quando avrai visto tutto nero, perché all'aeroporto non sono arrivate le tue valigie assai pregiate.
Spero tu abbia fatto una risata, questa volta sei stata tu la sfortunata, ma vorrei ti restasse di questo mondiale un ricordo piacevole ed eccezionale.
Caro Mario, amico mio, per tutti noi sei lo zio, sei partito un po' acciaccato ma ti sei ben comportato.
Ti ho visto amareggiato perché il risultato non è arrivato, ma tu invece credi a me i successi sono arrivati grazie anche a te.
I tuoi sguardi all'occorrenza e le tue parole non di convenienza, mi hanno immensamente gratificato e a far sempre meglio stimolato.
Ti vorrei ricordare che non potrò mai dimenticare quel tuo abbraccio caloroso quando ho realizzato un punto assai prezioso.
C'erano gioia e orgoglio sul tuo viso soddisfazione che con te ho condiviso, sono questi i gesti per me importanti e tu sei sempre pronto a regalarmene tanti.
Per concludere ti volevo dire che un campione sa gioire di ciò che gli altri han conquistato e tu l'hai col cuore dimostrato.
Parole preziose vorrei usare per poter di lui raccontare, ma mi serve però più tempo perché Bellotti è un vero portento.
Due medaglie ha conquistato e tutto ciò l'ha meritato, perché ha tirato con combattività nonostante le avversità
Un mattino si è alzato e il suo viso si era gonfiato, e col suo sorriso rubicondo sembrava un Koala tondo, tondo.
La febbre non l'ha fermato, il suo verde arco ha imbracciato e con decisione e caparbietà ha fatto fuori tutti con abilità.
E' un "soggetto" assai speciale e per me fondamentale, parte di ciò che ho imparato proprio lui me l'ha insegnato.
Ho sofferto con lui in finale e la mia partecipazione è stata tale che quando il podio ha conquistato le mie lacrime ho liberato.
Il Bellotti non è solo un campione, è uno spasso in ogni occasione, la sua valigia basta guardare per capire che nulla può trovare.
Perde tutto continuamente, ma lui sorride allegramente, poi una battuta inventa all'istante carica di ironia accattivante.
Per fortuna lui esiste e gli dico grazie perché mi assiste, a casa o lontano lui mi dà sempre una mano.
Vi chiedo un poco di clemenza per la mia intraprendenza, ma è il mio modo di ringraziare e quest'esperienza ricordare.
Di ognuno di voi farò memoria di ciò che ho scritto in questa storia e non vi darò modo di dimenticare l'amicizia che si è venuta a creare.
Sappiamo che non è stato facile partire e i fondi per noi tutti reperire, ma la federazione si è impegnata e penso sia stata gratificata.
Ma...., so che starà al gioco Presidente, perciò mi permetto allegramente di chiederle un favore con bonarietà affinché la Nazionale non si senta in difficoltà.
Per le prossime trasferte oltre frontiera, perché si sia orgogliosi della nostra bandiera, non ci dia più " micro pin" imbarazzanti che fanno ridere noi e tutti quanti.
Di frasi belle ne ho sentite tante, ignorate o dimenticate non ve ne dico quante, da oggi una ricorderò in particolare: "NON SMETTER MAI DI SOGNARE".
Roberta Bonini
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aefcam
Yoda
 
Italy
178 Posts |
Posted - 15/12/2002 : 10:41:29
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Riprendiamo dal Forum del Sagittarius:
THE ARROW.
I was the arrow that was made and drawn, I was the arrow that was cut and sawn.
I was the arrow that was nocked and piled, I was going to be the arrow that others reviled.
I was the arrow that was fletched and crested, I was the arrow into which time and money had been invested.
I was the arrow that was going to the top, for, I was the arrow that would hit the centre of the spot.
But I was the arrow that wasn't straight or true, I was the arrow when shot, scored blue.
I was the arrow that was shot time and time again, I was thae arrow that gave my master such pain.
I was the arrow that endend life in the garden, I was the arrow whose metal did harden.
And I was the arrow who did its best and tried, but alas, I was the arrow who was put away....and died.
Dave H.
CAM - COMPAGNIA ARCIERI MONICA Since 1973 promoting archery in Italy |
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