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Geppo
Luke
   
Italy
948 Posts |
Posted - 06/08/2003 : 16:20:08
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Visto il caldo che fa   vi pongo un interessante quesito... Quando il sole picchia forte, durante una gara, l'arco, e' meglio tenerlo all'ombra o non cambia niente,in termini di prestazioni, a lasciarlo sull' assolata linea degli archi?
Grazie, ciao.
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chris
Obi Wan
    
Italy
2447 Posts |
Posted - 08/08/2003 : 00:38:00
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Ne ho parlato con un esperto di fatica dei materiali e di leghe aeronautiche. Mi ha detto che il carbonio è sensibile agli UV. Inoltre, i coefficienti di dilatazione termica dei materiali impiegati sono diversi tra loro, quindi il flettente si comporta come un bilama, e varia la sua curvatura, quindi la sua resa in termini di libbre: basta prenderne uno e lasciarlo nella borsa del ghiaccio lasciando l'altro al sole, poi confronter le due curvature... Quindi lasciarli al sole tutti e due non li danneggia più di tanto (gli UV non arrivano allo strato interno di carbonio, al limite ne danneggiano la sottile interfaccia che si vede di traverso al flettente) ma ne condiziona la resa (cambia libbraggio). In compenso il carbonio delle frecce è esposto e quindi le frecce andrebbero conservate all'ombra (!). Per le Carbonio Aluminio vale lo stesso discorso del bilama: si accumula tensione tra i due strati che hanno coefficienti di dilatazione differenti e quindi si possono danneggiare più facilmente. Per quanto riguarda la corda, invece, i filati contenenti Kevlar sono estremamente suscettibili agli UV e quindi il consiglio è di non usare corde con kevlar o di tenerle all'ombra. Ciao a tutti e buone sudate
Chris |
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642002
Cewbacca

Italy
79 Posts |
Posted - 09/02/2005 : 18:42:00
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Infatti conviene fare attenzione alle frecce Al-C. Infatti la dilatazione termica dell'alluminio,superiore al quella del carbonio, come ben dice chris, porta alla nascita di sforzi normali alla superficie del rivestimento in carbonio, che sono estremamente pericolosi perchè il carbonio è un materiale fragile e se si passa un carico limite non si deforma più ma si crepa! Attenzione particolare anche a tutti i pezzi in plastica della nostra attrezzature (es. cocche) che anche se realizzate con i migliori materiali polimerici (polipropilene, policarbonato) sono comunque sensibile al fenomeno del creep, ovvero subiscono deformazini plastiche (non reversibili) anche in assenza di sforzi tali da procurarle.
So che siamo in febbraio... ma meglio premunirsi...
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regius
Leia
  
Italy
353 Posts |
Posted - 09/02/2005 : 21:48:37
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E la corda? Essendo in materiale cerato, con il caldo può subire dilatazioni? Ad esempio un BCY 8125 come si comporta?
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Edited by - regius on 09/02/2005 21:49:46 |
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Ricfranz
Darth Vader
    
Italy
1275 Posts |
Posted - 10/02/2005 : 09:10:05
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quote: Originally posted by chris
, ma ne condiziona la resa (cambia libbraggio Chris
Assolutamente vero! Avevo dei flettenti Border che hanno il difetto della verniciatura: si crepa alla compressione, per cui la faccia interna era tutta crepata; poichè il mio cavalletto lascia esposta la faccia interna, a forza di UV erano diventati di una durezza incredibile.
Riccardo ------------------ "chi controlla il passato controlla il futuro/ chi controlla il presente controlla il passato" g. orwell ------------------ |
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vittarco
Forum Admin
    
Italy
4227 Posts |
Posted - 10/02/2005 : 09:25:33
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La polimerizzazione della colla che unisce i flettenti avviene ad alte temperature, quindi genericamnte non sono i 40 gradi al sole che danno problemi ai flettenti, ma piu' i -15 dello ski arc. Ma non tutti i flettenti sono uguali, non tute le vernici superficiali sono uguali e non tutti i materiali sono uguali. Gli stessi laminati di fibra di vetro in alcuni casi sono costruiti direttamente dai produttori di flettenti con metodi semi-artigianali, e quindi i fattori di instabilità insiti nelle polimerizzazioni dei vari strati e le compesazioni tra gli stessi sono tecnicamente infiniti. Inoltre, tutte le colle epossidiche variano le loro caratteristiche con il tempo (perdita di elasticità). Un metodo semplicissimo per vedere se dei fletenti hanno problemi e' il controllo della stabilità del tiller. Se il tiller varia per conto suo dopo esposizione al sole, meglio cambiare flettenti.... Traduzione pratica: Se il tiller e' stabile tra fletenti al caldo e al freddo, i flettenti non hanno problemi. I flettenti non sono eterni. Specie se interamente in materiali sintetici, dopo qualche anno di uso anche non intenso cambiano le loro carateristiche, e di parecchio. meglio cambiali periodicamente.
__________________________________________________________ Do or don't do. Not to try. Yoda |
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642002
Cewbacca

Italy
79 Posts |
Posted - 10/02/2005 : 18:44:09
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Si diciamo che se parliamo di carbonio, la resina epossidica che in genere si una ha una temperatura di polimerizzazione (anzi meglio, ricristallizzazione) di circa 150°. Non bisogna però confondere questa temperatura con la temperatura di transizione vetrosa che è quella realmente dannosa per i materiali polimerici. La temperatura di transizione vetrosa è stimata intorno al 60% della temperatura di ricristallizzazione, e quindi siamo in ogni caso al sicuro!! Però non bisogna dimenticare che i flettenti lavorano ciclicamente, ovvero lo sforzo che applichiamo varia nel tempo ciclicamente e siamo dunque in presenza di fenomeni di fatica. Fatica che può portare ad isteresi e quindi a surriscaldamento del flettente che se sommato ad un'alta temperatura esterna arriviamo a temperature non così basse come credevamo... Quindi secondo me è comunque meglio essere prudenti e tenere la nostra attrezzatura al più fresco possibile.
Max |
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642002
Cewbacca

Italy
79 Posts |
Posted - 10/02/2005 : 18:51:27
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Volevo aggiungere che se parliamo di fibbre di vetro, gli effetti di fatica e condizioni ambientali si risentono maggiormente... Ovvero i flettenti con fibre di vetro temono maggiormente l'umidità e le alte temperature.
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