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Tema di riflessione per i nuovi consiglieri

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Assemblea Elettiva 2009
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sja
Dart Wader


Registrato: 01/03/07 23:26
Messaggi: 12
Residenza: Saronno - Italy

MessaggioInviato: Ven Gen 16, 2009 8:41 pm    Oggetto: Tema di riflessione per i nuovi consiglieri Rispondi citando

Prendendo spunta di un post di Vittorio in un altro thread, suggerirei che valga la pena di leggere tutto l'articolo di Denise Parker:
http://www.usarchery.org/userfiles/file/Why%20Change%20Coaching%20Final.pdf
e poi riflettere sul perché l'ha scritto ed a chi è indirizzato.
Perché: motivare (ovvero giustificare) una decisione importante presa dal Board.
A chi: tutti i membri (sia individuali che società)

Per gli americani l'elezione dei consiglieri federali NON è un privilegio esclusivo di pochi (come lo è da noi). Leggendo il loro Statuto si capisce che li ci sono 10 Consiglieri: 2 Consiglieri Atleti (eletti dagli atleti di "elite"), 1 Consigliere Tecnico (eletti dai tecnici), 1 Consigliere Giudice (eletti dai giudici di gara), 1 Consigliere Generale (eletti da tutti i membri individuali e non), 2 Consiglieri JOAD/College (eletti dai club JOAD/Collegiate), 2 Consiglieri Indipendenti (nominati dal consiglio se ho capito bene), 1 Consigliere per la federazione Field (NFAA).

Mentre, noi abbiamo più consiglieri tutti eletti esclusivamente dai pochi con la maggioranza del potere di voto nelle mani dei presidenti di società. Dove la rappresentatività dei singoli arcieri è estremamente indirette e di conseguenza filtrato. La FITARCO, attualmente, non è una federazione di arcieri ma di società con tutto ciò che comporta. Eppure, senza gli arcieri iscritti le società e la FITARCO non hanno ragione di esistere.

Dai programmi pubblicati sul nostro sito federale vediamo almeno 3 candidature che, sintetizzando (ma non di molto), dicono qualche cosa simile a "eccomi di nuovo qua - votate per me". Poi se si considera che uno di questi è certo di essere eletto in quanto mancano concorrenti.......

E' anche istruttivo confrontare le mission/purpose dichiarate negli statuti di USA e Italia per capire la nostra realtà e forse l'origine di alcuni dei problemi illustrati dai "nostri" candidati nei loro programmi. Attenzione, non sto dicendo che quello americano è migliore semplicemente che è diverso.

Sì, la nostra federazione è forte e non lo diciamo solo in Italia - ma non è la più forte o la più grande - abbiamo spazio di miglioramento e di crescita.

Ed ecco il tema di riflessione che vorrei sottoporre ai consiglieri che saranno eletti:
Siete sicuri che il nostro statuto, e il conseguente meccanismo di scegliere i consiglieri, sia il migliore per il nostro sport?
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vittarco
Yoda


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Messaggi: 6199
Residenza: Gallarate - Italy

MessaggioInviato: Sab Gen 17, 2009 11:01 am    Oggetto: Rispondi citando

Caro Stephen,
avendo vissuto sulla mia pelle tutte le trasformazioni statutarie degli ultimi 30 anni, posso dire che certamente hai ragione, ma che altrettanto certamente la democrazia perfetta non esiste e non puo' esistere, sia a livello politico che a maggior ragione sportivo.
Non per nulla, il regime politico americano e' un presidenzialismo quasi perfetto che coesiste sul pianeta con democrazie bicamerali come la nostra o monarchie costituzionali come quelle del tuo paese di origine.

La FITARCO ha avuto tantissime versioni di statuto, ma tutte vertenti sul presidenzialismo, alla cima di una piramide dove il Presidente viene eletto dai Presidenti di società.
Dove il sistema e' deviato, e' nella creazione dei centri potere intermedi chiamati Comitati Regionali, che nati come emanazione periferica amministrativa e promozionale, sono paralleli al rapporto Società - Fitarco ma sono in pratica divenuti i filtri gestionali e politici nei confronti delle società stesse, che senza accorgersene, sono state depauperate completamente della propria rappresentatività.

Mi spiego meglio: gli organi centrali vengono eletti dalle Società, ma si rapportano esclusivamente con i Comitati Regionali che, ben lieti, si ritagliano così un ruolo che non e' loro.
Ma siccome spesso i Comitati Regionali sono retti da presidenti e consiglieri che sono stati eletti perchè disponibili, non perchè veramente rappresentativi, ecco lo scollamento: le società non si sentono rappresentate e parte delle decisioni FITARCO, mentre peraltro la stessa dirigenza Fitarco e' eletta dai "gestori di voti" che spesso coincidono con i Presidenti di Comitato, in base a logiche che non hanno nulla a che fare con gli interessi diretti delle società.
La responsabilità, alla fine della situazione, e' sì della struttura dell'attuale Statuto, ma sicuramente anche di tutti coloro, comuni arcieri per primi, che si accontentano di tirare frecce e lamentarsi, ma non sono MAI disposti a fornire la ben che minima disponibilità personale a servire la FITARCO proponendosi per le varie cariche a partire da quelle societarie, per passare alle provinciali, regionali e nazionali. E' l'assenza di volontair per il ricambio che principalmente pesa sulla staticità dell'insieme.

Forse, basterbbe la classica clausoletta statutaria: "nessuno puo' essere eletto alle cariche Federali centrali e periferiche per piu' di due mandati consecutivi" e il sistema ripartirebbe...

Mi fermo, l'argomento e' complesso, ma grazie per averlo sollevato...
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sja
Dart Wader


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Messaggi: 12
Residenza: Saronno - Italy

MessaggioInviato: Mar Gen 20, 2009 7:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Beh, evidentemente non vedo le cose organizzative in termini così marcate come te, senz’altro per via delle mie origini, vedo “evoluzione” e non “rivoluzione”.

Facciamo una piccola analisi a posteriori dei programmi pubblicati, tenendo in considerazione solo quelli per i quali c’era una scelta da fare tra candidati (escludiamo quindi quello di Terrosi):
C. Naz: Bendinelli, Frangilli, Poddighe, Spangher, Spiagerlli, e Vanzo
Rappr Tecnici: Cafagno, Oddo, e Vettorello
Zona N-O e isole: Gotelli

Risulta che chi ha usato il termine “riforma/revisione” (con o senza la parola “radicale”) non è stato eletto. E’ stato eletto invece chi ha scritto nel suo programma il nome del nostro Presidente federale.

Queste due osservazioni, confermerebbe che l’esito dell’Assemblea era effettivamente un voto di piena fiducia al programma di Mario Scarzella con la volontà di facilitare la sua realizzazione e non mettere voci contrarie in Consiglio.

Torniamo al tema di riflessione per i nuovi consiglieri con qualche punto concreto mirato ad aumentare la trasparenza (che personalmente vedo come positiva per la FITARCO):
o Pubblicare una lista delle società che erano presenti all’Assemblea (essendo lombardo vorrei sapere chi sono i 40% dei voti della mia regione che non c’era come riportato da Vittorio).
o Pubblicare i voti presi da ciascun candidato.
o Annualmente pubblicare un sunto del bilancio FITARCO (una parte dei soldi proviene direttamente dai singoli iscritti per non parlare dei soldi che proviene indirettamente tramite le tasse) corredato da una descrizione dell’andamento dei progetti principali.

Infine, prendo come un presagio di cambiamento il piccolo lapsus del nostro Mario quando viene riportato nella comunicazione stampa che aveva detto: “Ringrazio tutti i tesserati FITARCO per il loro voto”. Purtroppo, non è proprio così - la maggior parte dei tesserati non hanno votato per te .... non avevamo alcun voto a darti.
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ricfranz
Darth Wader


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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 10:35 am    Oggetto: Rispondi citando

Una considerazione bisogna farla: non è automatico che il Presidente di Società sia rappresentativo delle idee della maggioranza dei soci.

Potrebbe essere Presidente per le doti organizzative, o per "diritto acquisito", o per convenienza "politica", ecc.

Non sarebbe male, in occasione delle elezioni quadriennali, votare il delegato di Compagnia che vada in Assemblea ad esprimere il voto politico dei soci.
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mulliri
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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 1:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

ricfranz ha scritto:
Una considerazione bisogna farla: non è automatico che il Presidente di Società sia rappresentativo delle idee della maggioranza dei soci.

Potrebbe essere Presidente per le doti organizzative, o per "diritto acquisito", o per convenienza "politica", ecc.

Non sarebbe male, in occasione delle elezioni quadriennali, votare il delegato di Compagnia che vada in Assemblea ad esprimere il voto politico dei soci.


Sarebbe bellissimo, e un passo avanti notevole, se.....tutti gli iscritti si dessero da fare per esprimere le loro idee "politiche".
Il più delle volte è il presidente e pochi altri a dare l'indirizzo "politico" della società.
Viene eletto per questo, oneri ed onori.
Se si rendesse necessario delegare il voto ad una figura diversa dal presidente di società........allora significherebbe che il presidente di società viene spogliato di un compito importantissimo, non solo ma si troverebbe in grossissime difficoltà ad amministrare la società di cui è presidente.......
Troppo complicato, non lo ritengo pertanto fattibile.
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wese
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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 1:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

ricfranz ha scritto:

Non sarebbe male, in occasione delle elezioni quadriennali, votare il delegato di Compagnia che vada in Assemblea ad esprimere il voto politico dei soci.

Esiste già il rappresentante degli atleti per questo
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ricfranz
Darth Wader


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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 2:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

per Mulliri:
Quindi sarebbe corretto e democratico far votare il Presidente del Consiglio dai Sindaci?

Il sistema nostro è il sistema dei grandi elettori, che però non sono stati eletti per questo....
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ricfranz
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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 3:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Devo comunque ammettere che forse il nome del Presidente è conosciuto dall'80% degli iscritti (ottimista), ma non credo che più del 20% conoscano il nome di almeno 5 consiglieri.

Probabilmente la maggioranza non saprebbe per chi votare, e allora va bene così. Shocked Shocked Sad
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vittarco
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MessaggioInviato: Mer Gen 28, 2009 1:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

ricfranz ha scritto:
Devo comunque ammettere che forse il nome del Presidente è conosciuto dall'80% degli iscritti (ottimista), ma non credo che più del 20% conoscano il nome di almeno 5 consiglieri.

Probabilmente la maggioranza non saprebbe per chi votare, e allora va bene così. Shocked Shocked Sad


Le percentuali temo siano infinitamente inferiori anche a livello di presidenti di società ... ecco perche' le elezioni nazionali vengono gestite al 60% dai grandi elettori nazionali (due o tre persone in tutta italia) , al 20% dai grandi elettori zonali e solo il 10% e' lasciato (ovviamente non per volontà) al reale voto indipendente ...
La maggior parte dei presidenti di società in italia vota chi gli viene detto di votare, non conoscendo praticamente nulla della realtà effettiva FITARCO e neppure dei candidati.
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MessaggioInviato: Mer Gen 28, 2009 1:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

sja ha scritto:
o Annualmente pubblicare un sunto del bilancio FITARCO (una parte dei soldi proviene direttamente dai singoli iscritti per non parlare dei soldi che proviene indirettamente tramite le tasse) corredato da una descrizione dell’andamento dei progetti principali.


Una delle situazioni piu' aberranti presente nel nostro statuto e' che gli affiliati non hanno piu' neppure la possibilità di leggere, analizzare e votare il bilancio federale, sostituito da una "relazione quadriennale" sempre piu' scarna.
Comunque, quali affiliati, abbiamo (società) il diritto di consultare il bilancio federale a semplice richiesta. Ma scommetto che alla richiesta verrebbe risposto che occorre presentarsi a Roma per farlo...
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