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Bowen
C3PO

Italy
11 Posts

Posted - 31/03/2003 :  15:10:50  Show Profile  Reply with Quote
Credo che una parte importantissima per aver buoni risultati con l'arco, sia nascosta dentro al nostro cervello; altrimenti non si spiegherebbero le differenze tra atleti che hanno stesse capacità fisiche, stesso trainer, stesso tempo a disposizione per gli allenamenti. Tiro da quasi tre anni, e per la prima volta, mi sono avvicinato a questo argomento (l'allenamento mentale), ho comprato vari libri e ho visto che più o meno, dicono tutti le medesime cose.
Usano delle tecniche di rilassamento profondo per facilitare la visualizzazione del gesto o della situazione, per migliorare la tecnica di tiro o le varie paure e/o imbarazzi
Stranamente, sia sui campi di tiro, che nei forum, si sente parlare pochissimo di questo, perchè credo vada a "scoprire" la nostra parte più nascosta.
Son curioso di sapere SE e COME voi pure vi "allenate" a casa.
E i grandi dell'arcieria lo fanno? Se si, lo fanno sempre durante tutto l'anno o solo con l'avvicinarsi delle gare importanti?
Grazie a chi vorrà condividere questo "pensiero"

Bowen

karis
Leia

Italy
576 Posts

Posted - 31/03/2003 :  15:37:38  Show Profile  Reply with Quote
Finalmente si parla di Mente!
Io credo di allenarmi più a casa che in palestra ultimamente!
Nonostante questo influenzi la fatica "fisica" durante le garette della Domenica, il rendimento è leggermente(per il momento) migliorato, ma il piacere di tirare è notevolmente aumentato.
Nel mio caso credo che il tiro con l'arco sia più uno "stato mentale" che uno sport; un mezzo piacevole per capire i miei limiti e un sistema efficace per cercare di oltrepassarli.
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Bowen
C3PO

Italy
11 Posts

Posted - 31/03/2003 :  16:27:40  Show Profile  Reply with Quote
Karis,
tu che tecnica usi?

Edited by - Bowen on 31/03/2003 16:28:33
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vittarco
Forum Admin

Italy
4227 Posts

Posted - 31/03/2003 :  16:38:25  Show Profile  Visit vittarco's Homepage  Reply with Quote
Discorso delicato, e spesso fuorviante.
L'allenamento mentale e' indubbiamente utile, ma è difficile stabilire che tipo di allenamento.
Nella mia esperienza, la parte piu' utile e' quella che insegna a gestire e dominare il panico, o paura di sbagliare. In questo, l'unica tecnica verificata e' quella del Training Autogeno, o per qualcuno delle tecniche di rilassamento yoga.
Tutto il resto e' bellissima teoria, compreso le tecniche di attivazione e tutte le tecniche di visualizzazione. Anche quando applicate ad atleti di alto livello.
Ora, dopo i tempi eroici degli anni 70, dove la FITARCO fu pioniera nell'uso del training autogeno, lo staff federale ha annoverato un innumerevole sequenza di psicologhi a supporto delle squadre nazionali. Tutti ottimi professionisti, ma fino ad oggi tutti, in sequenza, incapaci di proporre tecniche praticamente utilizzabili in situazioni ... "pratiche".
Ogni anno speriamo che sia quello della rivelazione, della soluzione all'annoso problema, ed ogni anno veniamo puntualmente disillusi dalla realtà. E speriamo nel nuovo professionista dell'anno dopo.

Probabilmente la risposta non c'e'. Viktor Sidoruk, allenatore dell'italia maschile dal 94 al 98 (e ora presidente e allenatore dell'Ukraina), cacciando da un raduno lo psicologo di turno (episodio storico), inveiva che l'unico vero psicologo dell'atleta doveva essere il suo allenatore.....
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Bowen
C3PO

Italy
11 Posts

Posted - 31/03/2003 :  16:53:33  Show Profile  Reply with Quote
Caro Vittorio,
quindi farli è come perder tempo?
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Paolo
Luke

Italy
631 Posts

Posted - 31/03/2003 :  21:33:52  Show Profile  Reply with Quote
Mi inserisco nella discussione (come sempre) portando la mia esperienza personale, che lo perdonerete esula un pochino dall'esperienza diretta nel tiro con l'arco.

Ho giocato per un po' di anni a pallavolo, conseguendo anche il patentino di allenatore di 1° categoria.
Mi ha sempre interessato molto l'aspetto mentale di questa disciplina, che potrà sembrare molto diversa dal tiro con l'arco ma sotto certi aspetti non lo è più di tanto: il gesto tecnico senza una padronanza mentale semplicemente non funziona.
Ho visto fin troppe squadre e giocatori fisicamente e tecnicamente possenti durante il riscaldamento che di sfacevano come neve al sole appena la gara iniziava.
Semplicemente non reggevano l'impatto emotivo della gara.

Orbene, ho chiesto a molti allenatori "veri" come facessero ad allenare questo aspetto, ben noto a tutti ma poco avvezzo ad essere plasmato. Quasi tutti sostenevano che l'unica tecnica che trovavano utile fosse quella di simulare in allenamento il più possibile l'ambito che la parte psicologico-emotiva doveva gestire: la gara.
Ecco che allora gli allenamenti diventavano tirati, con molto agonismo, dove il ritmo e l'intensità erano spinti a livelli simili a quelli dove l'atleta non doveva e non poteva sbagliare.

Ecco che si tocca uno degli aspetti comuni dei due sport: la paura di sbagliare che immancabilmente lo fa fare.

Non ho mai avuto risposte esaurienti, ma soprattutto efficaci. Ho capito invece che l'allenatore doveva diventare (come il buon Sidoruk sostiene) un profondo conoscitore dei propri atleti, ma che soprattutto l'atleta doveva trovare dentro di sè la tecnica, la modalità, lo stile di approccio verso la possibilità di sbagliare più efficace possibile.

Nessuno ti può insegnare, a mio modo di vedere, come non sbagliare. L'allenatore ti insegna come fare correttamente una cosa, ti insegna la strada per ottenere la vittoria (contro l'avversario, se stessi o altro).
Ma sulla linea di tiro sei solo.

Personalmente ho sempre cercato di indirizzare il pensiero a ciò che deve avvenire piuttosto a ciò che è appena successo.
Ho cercato prima dell'evento-gara di definire dentro di me cosa significhi sbagliare (se pensassi di fare tutti 10 sbaglierei in partenza, sceglierei obiettivi irrealizzabili e quindi sarei un facile profeta della mia sconfitta). E cerco di vivere l'errore in questa dimensione: è una cosa che fa parte di me come dello sport che pratico. Io sono fatto di errori, perciò non mi spaventano.
Ecco un altro aspetto comune: il realismo sulle proprie capacità.

Considerare la possibilità di sbagliare ma senza averne paura.
Affrontare questa possibilità e viverla come fosse una cosa normale qualora accada, pensando subito a quello che sta per arrivare e predisponendosi sempre nello stesso stato d'animo.

Tutto facile a dirsi.
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karis
Leia

Italy
576 Posts

Posted - 01/04/2003 :  10:08:15  Show Profile  Reply with Quote
D'accordissimo con Paolo e personalmente ho cercato di "smontare" la gara cercando di farla diventare un allenamento in compagnia di gente nuova.
Meno d'accordo con il signor Sidoruk: l'unico psicologo dell'atleteta è l'atleta, solo lui può cambiare se stesso; che poi lo possa fare supportato da una persona di cui si fida, non lo metto in dubbio.
Se l'allenatore è un amico o una persona che si stima profondamente, ci si farà guidare da lui, se no...
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vittarco
Forum Admin

Italy
4227 Posts

Posted - 01/04/2003 :  10:10:02  Show Profile  Visit vittarco's Homepage  Reply with Quote
quote:
Originally posted by Paolo

Ma sulla linea di tiro sei solo.



Dipende... Personalmente ritengo che il connubio allenatore/atleta, se opportunamente portato a livello di simbiosi, diventi decisamente superiore all'atleta lasciato a se stesso. In particolare nelle fasi della formazione tecnica dell'atleta, dove le incertezze e le paure, come pure la capacità di controllo, sono ancora non sviluppate.
Un buon allenatore in sintonia con il suo atleta e' in grado di "cavar sangue" da una rapa che lasciata a se' stessa non farebbe nemmeno plasma scaduto
Ovviamente d'accordo sulla intensità dell'allenamento. Un allenamento fatto solo "tirando frecce" e' inutile, se non dannoso.

Per la domanda di Bowen, credo di aver già risposto che sono sicuro dell'utilità del training autogeno, meno di altre soluzioni.
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Bowen
C3PO

Italy
11 Posts

Posted - 01/04/2003 :  10:51:32  Show Profile  Reply with Quote
Quello psicologico, è uno degli argomenti che più mi affascina dell'arco. Mi sembra di aver capito, che Karis, smonta la gara, scendendo sulla riga di tiro, pensando però di stare in allenamento; Paolo invece durante l'allenamento, pensa di essere in gara
Io cerco di pensare sempre allo stesso modo, e faccio un casotto in entrambe le situazioni
Per Vittorio:
In cosa consiste il Training Autogeno?
Respirazione? Eddai Vittorio... Dimmi qualche segreto!!!

Edited by - Bowen on 01/04/2003 10:52:58
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Mr. Spock
C3PO

Italy
5 Posts

Posted - 07/04/2003 :  00:04:39  Show Profile  Send Mr. Spock an ICQ Message  Reply with Quote

... nonostante che io non possa essere definito un veterano del tiro con l'arco, dato mi sono perdutamente innamorato di questo sport soltanto tre anni fa, voglio comunque dirti cosa faccio io: confido tantissimo nell'allenamento mentale anche perchè praticavo saltuariamente training autogeno per rilassarmi anche prima di cominciare a tirare, adesso lo applico al tiro soprattutto prima di addormentarmi o quando posso. Intendiamoci, non che questo possa sostituire l'allenamento, ma secondo me, consente di acquisire quella che io chiamo "freddezza" sulla linea di tiro. Mi spiego, la tecnica di tiro occorre che qualcuno di qualificato te la insegni, mentre la capacità di sentirti sicuro e deciso sulla maggior parte dei tiri non te la può insegnare nessuno se non te stesso. Quando mi rilasso con il training autogeno, dopo aver ripassato tutti i muscoli comincio ad inserire i pensieri ed immagini positivi, convincendomi che sarò tranquillo e deciso sotto il clicker, che verrò giù se sento che qualcosa non funziona, che eseguirò perfettamente tutta la sequenza che mi sono prefisso eccetera eccetera. Per me funziona la maggior parte delle volte,anche se qualche gara l'ho sbagliata naturalmente come tutti.
E poi ci sono dei giorni che il subconscio non ne vuole sapere di aiutarmi e allora comincio a strappare o a non sentire gli allineamenti... altri giorni mi sento talmente bene che sembra ci vadano da sole nel giallo.
Secondo me la mente dell' arciere sta all'arciere come l'arco sta alla freccia.... peccato che la mente abbia un brace incostante e a volte anche il punto d'incocco lasci a desiderare
ciao a tutti


live long and prosper...
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