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Paolo
Luke
   
Italy
631 Posts |
Posted - 17/05/2003 : 18:14:52
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Ho notato una cosa che credo sia una spia di un errore di fondo nella mia tecnica, e vorrei un vostro parere in merito.
Dopo un po' che tiro (diciamo dopo una settantina di frecce con tutto il riscaldamento dovuto, arco olimpico) noto, dalla stanchezza localizzata della muscolatura, che effettuo la trazione della corda progressivamente con la spalla piuttosto che con la schiena, nello specifico credo sia interessato il deltoide e forse il sottospinoso.
Ora sono arrivato al punto da non riuscire talvolta ad uscire dal clicker, e se ritento, riesco a fatica a tendere l'arco, provando il classico dolore pre-crampo alla spalla.
Mi pare evidente che io stia sbagliando qualcosa, ma ho il sospetto che io utilizzi una muscolatura errata sin dall'inizio della seduta di tiro, non solo dopo un po'.
I guru della compagnia mi hanno detto che devo tagliare le frecce, ma mi parrebbe un problema legato alla tecnica di tiro piuttosto che alla lunghezza della freccia...
Qualcuno ha incontrato problemi simili?
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Paolo
Luke
   
Italy
631 Posts |
Posted - 20/05/2003 : 09:36:01
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Ieri mi sono messo, con l'aiuto dell'istruttrice, a cercare una risposta a tale quesito.
Essendo ancora un arciere semi-principiante, perciò in continua evoluzione (e pertanto in constante bisogno di supporto e confronto, di qui la motivazione a scrivere sul forum ), mi sono chiesto come possa riuscire il controllo specifico del gesto tecnico, specie durante i momenti di stanchezza, stress emotivo. Ma ancor prima, come si possa tradurre qualcosa di ascoltato e osservato in uno schema motorio ben appreso.
Ho capito come il lavoro dell'istruttore sia difficile: una persona che deve trasmettere contenuti teorici, tecnici, motivazionali, psicologici, ad altri individui, i quali magari hanno codici linguistici e semantici (culturali) anche molto differenti.
La cosa interessante è che mentalmente, per "ritrovare" la continuità del gesto, io prediligo le sensazioni propriocettive, mentre la mia istruttrice ha delle procedure diciamo più.. dialettiche, nel senso che illustra (non potrebbe fare altrimenti) le sequenze di tiro, la postura e tutto il resto attraverso tre soli elementi possibili: la comunicazione, l'esempio pratico e la correzione del mio gesto.
Il problema nasce quando io (l'allievo) interiorizzo un elemento sbagliando in principio la definizione stessa di percezione corretta del movimento: un tiro fluido e un'uscita dal clicker senza problemi non è sempre la risposta di un'azione corretta tecnicamente e muscolarmente. Il mio errore è stato quello di credere che la fluidità del gesto fosse la cartina di tornasole di una correttezza tecnica e una gestibilità muscolare, mentre invece è vero il contrario.
Scusate il tedio, ma mi piacerebbe avere il parere di gente molto più esperta di me su questa materia.
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