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psormani
Cewbacca

67 Posts |
Posted - 28/10/2004 : 13:47:36
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ho ridotto i minuti per vedere di non scoraggiare nessuno
Rimetto a disposizione di chi fosse interessato la prima parte della traduzione del quinto capitolo del libro di Pellerite "arceria a prova di idiota". Ringrazio paolo per la traduzione.
se la cosa interessa mettero sul forum anche il resto del capitolo: ARCIERIA A PROVA D’IDIOTA CAPITOLO 5 – COME FANNO I PRO - LA MIRA
Dopo aver letto i capitoli precedenti spero vi siate convinti che la ragione per cui non fate centro non è dovuta ne al vostro arco, ne alla taratura dello stesso e nemmeno ad altre parti della vostra attrezzatura. La maggior parte delle cose che avete imparato leggendo a parlando con altri arcieri ha sicuramente a che fare con la taratura del vostro arco. Correggete quindi i vostri problemi relativi all’attrezzatura, reali o immaginari e sarete pronti.
Ho effettuato uno studio approfondito su come tirano arcieri professionisti e campioni. Possiamo imparare moltissimo da ciò che loro fanno. La maggior parte dei tiratori bowhunters, 3D e tiratori alla targa sono principianti, intermedi o tiratori semi-avanzati (circa il 90%). Un secondo gruppo, probabilmente meno del 10% del totale, potrebbe essere classificato tra gli avanzati, meno dell’1% (non più di 100 in ogni categoria) si può definire professionista. Se aveste prestato attenzione a come molti arcieri del primo gruppo ( e io l’ho fatto)guardano attraverso la diottra, vi stupireste. La maggior parte vi direbbe “ il mio punto di mira si muove rapidamente ed in egual misura dentro e fuori dal centro” alcuni diranno “ si muove violentemente” altri “ salta su e giù, rimanendo sul bersaglio circa il 50% del tempo” Alcuni cercano di far fare un otto al punto di mira e tirano quando incrocia il centro. Ci sono molte varianti in ciò che dicono, ma hanno tutti alcune cose in comune. Primo, si muovono rapidamente fuori e dentro rispetto a ciò che stanno mirando. Secondo, in generale, più mirano e peggio diventa l’immagine che vedono, Terzo, il movimento può variare di settimana in settimana, di giorno in giorno o addirittura di tiro in tiro. Di solito dipende da quante volte alla settimana si allenano, da quanto dura una sessione d’allenamento e da quanta importanza danno ad ogni freccia. Ad esempio, “ questa freccia è un dieci” oppure “ questa è l’ultima freccia in un torneo a soldi”. Quarto, la maggior parte degli arcieri pensa sia naturale premere il grilletto dello sgancio o rilasciare con le dita nell’esatto momento in cui il pin è perfettamente nel mezzo della x o dello spot di un animale. tiro.
Non è lo stesso per i professionisti. Qual è dunque il segreto che permette a loro di rimanere fermi in mira e rilasciare costantemente in maniere differente dal resto di noi? Nei prossimi capitoli analizzeremo i loro attributi chiave , tecnici e regimi di allenamento come : personalità, disciplina,, sequenza di tiro, modo di tiro, messa a fuoco, fiducia, programmazione, concentrazione, anticipazione, sistema di rilascio, target panic, mira, pensiero conscio e subconscio e come tutto questo è legato alle competizioni arcieristiche di alto livello. Mi soffermerò più volte sui componenti critici che interessano alcuni principi fondamentali. Non solo nella speranza che a furia di ripetere questo vi possa aiutare a capirli e a memorizzarli, ma anche perché la maggior parte di questi principi sono adatti per differenti livelli di arcieri, ma anche perché spesso interagiscono.
PERSONALITY
Come già scritto nel secondo capitolo, il tipo di personalità può dettare la maggior parte dei successi o dei fallimenti di un arciere e la maggior parte dei più grandi tiratori non è molto analitica e tende a non avere una personalità di tipo A (controllo) e nemmeno una personalità da colui che prende i rischi. Per rinfrescarVi la memoria, esistono quattro principali tipi di personalità 1) tipo A (controllo) 2) tipo B (focalizzato) 3) intuitivo/creativo colui che prende i rischi 4) analitico. Ciascuno di noi appartiene a due o più di questi, uno dei quali è il nostro tratto dominante. Il primo e gli ultimi due tipi sono naturalmente non inclini alla ripetitività e agli sport disciplinati come l’arcieria.
Negli anni, ho riscontrato che la maggior parte degli arcieri (che non sono campioni nazionali) appartengono alle stesse tre categorie 1,3 o 4 e solo pochi alla seconda (tipo B). La maggior parte di noi è incapace di mettere a fuoco una cosa per più di qualche secondo e naturalmente, questa abilità è fondamentale per arcieri di alto livello. La nostra mente vagabonda avanti e indietro, dal tenere il mirino sul bersaglio, al modo di tirare (solitamente il dito sul grilletto, etc) entrambi tentiamo di controllarli simultaneamente. Se siete questo tipo di tiratore, non significa che non potete avere successo… dovete solamente lavorare duramente! D’altro lato, i campioni sono in grado di limitare la concentrazione solo su una sola cosa…mirare e naturalmente il loro pensiero non tende a vagabondare. Si fidano del loro modo di tirare, del loro arco e del loro modo di sganciare. Non analizzano ne controllano. Questi grandi tiratori sono la minoranza.
RUOLO DEL MODELLO
La maggior parte di noi non può fare facilmente ciò che fanno i campioni. Loro sono concentrati, mentalmente ordinati e calmi, solitamente introversi e non terribilmente interessati a cosa è successo nell’ultimo tiro o cosa accadrà nei prossimi. Pensano solamente allo svolgimento del tiro che stanno facendo e non al risultato finale. Perciò non hanno alcun problema a svolgere più compiti inconsciamente senza tentare di controllarne alcuno e quindi riuscendo a modificarli. Per contro, la maggior parte di noi siamo orientati alla meta, preoccupati di controllare dove, quando e come le frecce andranno.
DEFINIRE L’ARCIERIA
Abbiamo preso in considerazione l’influenza che può avere la personalità, ora possiamo iniziare ad affrontare il resto degli ostacoli. Prima di tutto è molto importante ricordare, come ho già detto, che l’arcieria non è uno sport , bensì una disciplina. Le discipline richiedono singole inclinazioni e completa concentrazione e messa a fuoco. Nel baseball, football o basketball puoi sempre leggermente modificare il tuo comportamento (corsa, placcaggio, dribbling, il tiro, la presa) e continuare ad ottenere ottimi risultati, In una disciplina come l’arcieria, comunque, anche una minima modifica si ritorce contro di te.
Molti arcieri tentano di “fare questo tiro un po’ meglio del precedente” oppure “ usare un po’ più di back tension questa volta” o “ tirare o spingere un po’ di più questa volta”. Per citare Larry Wise, “ lo svolgimento delle competizioni arcieristiche è composto da due fasi, fase 1) tirare nel mezzo, fase 2) ripetere la fase 1.
Qualsiasi sia il tuo modo di tirare convenzionale o anticonformista, è fondamentale che venga ripetuto di tiro in tiro. La maggior parte degli allenatori professionisti concordano nel dire che la cosa più difficile da fare in qualsiasi sport è la ripetizione di qualcosa di corretto all’ infinito.
Alcuni modi di tirare in arcieria sono più ripetibili di altri ma di base, un tiratore con una pessima impostazione e un arco non al meglio, che però si concentra al 100% durante la fase di mira, prevarrà su un altro con un impostazione migliore e attrezzatura a posto ma che si concentra solamente al 50% al momento della mira. E’ ovvio che la conclusione dovrà essere un arciere bene impostato con attrezzatura perfetta e la capacita di concentrasi al 100%.
MIRA – COS’E’ E COSA NON E’
Cos’è la mira? La maggior parte degli arcieri ha una visione distorta della mira e delle cose necessarie per capire cosa si debba fare per essere in grado di mirare. Per chiarire questo punto elenchiamo tre principi fondamentali:
PRINCIPIO 1 : mirare Non è fisico.. è mentale! E’ ciò che la tua mente vede! Non ciò che vedono i tuoi occhi!
PRINCIPIO 2: Tutto ciò che viene ripetuto in maniera conscia porta a qualcosa di negativo. L’anticipo! ci fa modificare la disciplina del tiro (la nostra sequenza di tiro) di tiro in tiro. In breve, se cominciamo ad anticipare lo sgancio, giudichiamo… analizziamo.. cambiamo..perdiamo fiducia ..abbiamo paura di sbagliare .. cominciamo ad avere freddo…. E poi corriamo a comperare questo libro… o a comperare una canna da pesca.
PRINCIPIO 3: Nulla che viene ripetuto in maniera inconscia porta a qualcosa di negativo e non può essere anticipato. In ogni caso se abbiamo una cattiva impostazione di tiro, come spalla alta o una cattiva impugnatura e tutto ciò è fatto in maniera inconscia, è ovvio che questo modo di tirare verrà ripetuto di volta in volta. Per esempio, si dice che sbattiamo le palpebre circa 20.000 volte al giorno. Lo facciamo sempre nello stesso modo perché lo facciamo inconsciamente. Non dobbiamo pensarci, qualora ci pensassimo, lo faremmo certamente in maniera diversa… prova e vedi!
Le cose che ripetiamo in maniera consapevole, vengono giudicate e analizzate e quindi di solito modificate dall’arciere di tipo controllato/analitico. Fisicamente, cerchiamo di mantenere il punto di mira esattamente nel centro del bersaglio e al tempo stesso ci preoccupiamo del rilascio.. entrambi controllati direttamente dalla mente conscia (che però può pensare ad una cosa alla volta). In ogni caso non accetteremo alcun aiuto dal subconscio che può fare centinaia di cose simultaneamente… ma in questo momento, non ci crediamo.
In generale il modo di fare arcieria è contrario al modo di fare qualsiasi altro sport. Quando lanciamo nel baseball non ci concentriamo sulla palla ma sul guantone del catcher, Non prestiamo attenzione (consciamente) a come le dita rilasciano la palla. Una volta impugnata la palla, ci fidiamo del fatto che la presa sia OK e la concentrazione è puntata su dove la palla deve andare e non sulla palla stessa. Lo stesso vale anche per i tiri liberi nella pallacanestro.Quando siamo pronti per tirare non ci preoccupiamo di come teniamo la palla o del modo di tirare, semplicemente ci concentriamo su dove la palla deve andare e tiriamo…inconsciamente.
In arcieria, in ogni caso ci comportiamo diversamente. Ho chiesto a molti tiratori “cosa fai quando tiri?” La risposta è solitamente questa: “miro, e aumento la pressione sul grilletto” che ci crediate o no … questo è il problema. Non possiamo mirare e poi aumentare la pressione sul grilletto. Ciò che dobbiamo fare potrebbe sembrare complicato all’inizio, ma ve lo ripeterò talmente tante volte nel libro che lo capirete senz’altro.
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Edited by - psormani on 14/11/2004 10:18:51
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Tuzzo
Han Solo
 
Italy
111 Posts |
Posted - 28/10/2004 : 14:12:30
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quote: Originally posted by psormani
Rimetto a disposizione di chi fosse interessato la prima parte della traduzione del quinto capitolo del libro di Pellerite "arceria a prova di idiota". Ringrazio paolo per la traduzione.
se la cosa interessa mettero sul forum anche il resto del capitolo:
Interessantissimo!!!
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giemme
Cewbacca

Italy
52 Posts |
Posted - 28/10/2004 : 16:50:11
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Procedi, procedi, interessa assai...
GM |
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psormani
Cewbacca

67 Posts |
Posted - 29/10/2004 : 08:26:31
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seconda parte:
Dopo aver allineato il nostro occhio nel mezzo della visette, calibriamo il pin fisicamente, nel centro approssimativo del bersaglio. Non deve esattamente essere nella X, ma vicino. Calibrare non significa mirare! A questo punto non ci dobbiamo preoccupare di dove dovrà andare la freccia.. Mirare è la completa concentrazione e coinvolgimento mentale su dove andrà la freccia. Perciò non stiamo ancora mirando. La fase di mira viene fatta senza dei pensieri improvvisi o interruzioni di concentrazione, su come è il dito sul grilletto, o come sono la spalla e il gomito. Questi pensieri devono essere stati fatti in precedenza (due possibili eccezioni possono essere fatte per gli arcieri di personalità tipo B, che sembra siano in grado di farlo comunque, gli altri sono tiratori che hanno pistole o fucili e che naturalmente preferiscono concentrarsi sul punto di mira piuttosto che sul bersaglio)
Una volta in ancoraggio, (con l’occhio centrato nella visette e il dito sul grilletto etc)dobbiamo impegnarci sulla conclusione del tiro. Quest’impegno azionerà l’avvio dei tuoi metodi individuali che possono dare il via (ad esempio back tension) ai tuoi meccanismi di rilascio o a rilassare le tue dita sulla corda ….
Con l’anticipo del follow through fino alla sua conclusione! Un esempio di conclusione potrebbe essere toccarsi la spalla che tira con la mano che rilascia.
Il tuo particolare metodo di rilascio , è ciò che noi chiamiamo motore. Una volta che (consciamente) avete fatto partire il motore e i processi di rilascio sono cominciati, dovrebbero normalmente passare dai tre ai cinque secondi fino al momento del rilascio. (se siete in possesso di un motore subconscio propriamente addestrato). Dal momento che il meccanismo motore è iniziato, devi essere consapevole che tra tre e cinque secondi avverrà il rilascio e pertanto devi concentrarti esclusivamente sul centro del centro del bersaglio.
Mentalmente cogli la molecola che sta esattamente nel centro della x e il tuo pin andrà automaticamente in quel punto. (non cercare di tenere il pin esattamente in quel punto). Si chiama subconscio autocentrante. Questo è in realtà il vero segreto della mira. Non ti preoccupare se il tuo obbiettivo si muove un po’..è normale. A questo punto non puoi pensare o “voltarti a guardare” mentalmente, se il motore è partito, cercare di assisterlo, di velocizzarlo o analizzare quando come ci sarà il rilascio.
Se farai una di queste cose perderai la visuale della mira ossia, l’obbiettivo sul bersaglio. La tua mente è l’unica cosa che ti mantiene sul bersaglio.. . . non i tuoi occhi! Qui iniziano i problemi di molti arcieri! Devi imparare che il rilascio avverrà ( e non che in maniera consapevole lo farai accadere). Il modo per far si che ciò accada è quello di lasciare il motore girare a livello inconscio, e questo si raggiunge allenandosi senza bersaglio (dopo circa 2000-3000 tiri), fino a quando non accade automaticamente o inconsciamente su un paglione vuoto o con un simulatore di tiro (un dispositivo laser che serve per allenarsi che io ho personalmente concepito e sviluppato), che io chiamo “BERNIE’S PANIC MASTER AND BOW SIMULATOR “Antipanico Bernie e simulatore d’arco (vedere pag 88 + appendice).
Può essere utilizzato per simulare il peso del vostro arco e l’allungo. Ti aiuterà per il target panic, back tension, mira e per altre punti critici del tuo modo di tirare. Se potessimo fare dei dry fire, questo sarebbe l’allenamento conclusivo. Ma siccome non è fattibile, i metodi sopra citati sono le uniche opzioni.
AVERE FIDUCIA NEL PROGRAMMA
Per esemplificare come lavora il “programma motore” faremo una piccola dimostrazione alla scuola tiro. Do istruzione ad uno studente di attraversare la stanza per aprire la porta e nel momento in cui mette la mano sulla maniglia, gli dirò di fermarsi e gli chiederò: “ come sei arrivato li” la risposta è sempre “ ho camminato”. Quindi gli chiederò “ hai dovuto pensare a mettere un piede davanti all’altro?” La risposta è sempre NO. Poi gli chiederò a cosa stava pensando mentre camminava.Di solito risponde “alla maniglia”. La vostra mente consapevole dice “camminare” e il vostro programma inconscio o motore assorbe il comando in un millesimo di secondo. Successivamente tutto ciò che deve fare la vostra mente consapevole è pensare a dove sta andando.. in questo caso alla maniglia della porta, che è il bersaglio. Dobbiamo quindi fidarci che il nostro motore o programma inconscio ci porterà alla maniglia senza guida, assistenza o influenza da parte della mente conscia.
Il tiro non è differente da questo. La mente consapevole dice “accendere il motore” (iniziare a spingere o a tirare) e il programma subconscio o motore rilascerà la corda (esattamente come camminare). Quindi tutto ciò che deve fare la mente consapevole è pensare a dove deve andare la freccia … mirare! Dovete avere fiducia che il motore vi porterà al compimento del gesto senza pensarci, esattamente come non dovete pensare quando camminate.
PRESSIONE E CONSEGUENZE
Quando non ci sono premi in palio, come in allenamento, dobbiamo essere in grado di mirare in maniera consapevole e proseguire con il resto del tiro in maniera inconsapevole. Comunque, quando c’è in palio qualche cosa e un tiro sbagliato può comportare un danno come in un torneo o in un tentativo di record personale, facciamo fatica a credere che il programma possa funzionare da solo. Abbiamo un fortissimo impulso di monitorare cosa succede (analitico) e essere certi che tutto avvenga correttamente (controllo). Di conseguenza lo scenario mentale che solitamente è il seguente: “ OK mettere il pin sul bersaglio, ora fare un salto indietro (mentalmente) e cominciare a premere il grilletto. Oops, ho perso il pin… riporta il pin sul bersaglio. Hey ho smesso di premere il grilletto. E’ meglio ricominciare… uh-oh il pin è di nuovo fuori dal bersaglio. Porca misera! La prossima volta che è vicino alla x premi! Ti ricorda qualcosa? E’ tipico perché non capiamo il meccanismo.
OCCHI CONTRO MENTE
Il meccanismo è semplice, prima di tutto calibrare, poi iniziare a monitorare. Immergersi immediatamente nella mira fino a quando la freccia non ha lasciato l’arco. Suona semplice… e lo è, per molti tipi B che non sono ne analitici ne controller! Ma per il resto di noi è molto dura. Il nostro più grosso errore è quello di non prendere in considerazione il nostro tipo di personalità e l’ordine o la sequenza di questi meccanismi che noi chiamiamo arcieria. La maggior parte di noi crede che allineare visivamente il mirino sul bersaglio sia corrisponda a mirare. Ancora una volta il segreto è . . . gli occhi possono posizionare il pin al centro del bersaglio (calibrare) ma non sono in grado di tenerlo al centro! La mente consapevole è l’unica in grado di mantenerlo nel centro (mirare)! Ciò che la mente vede, si scontra sempre con la macchina fotografica che abbiamo in testa che noi chiamiamo occhi. Per esempio, se tu ascolti o leggi le parole “hot dogs” o “gioca a baseball”, nella tua mente vedi un hot dog o una partita di baseball per una frazione di secondi,e sebbene i tuoi occhi stiano guardando questa pagina, tu vedi queste figure o immagini.
La stessa cosa accade quando sei in aggancio … i tuoi occhi vedono il pin sul bersaglio, ma quando vuoi scoccare la freccia, la tua mente si scontra con i tuoi occhi e tu vedi il dito sul grilletto (nei tuoi occhi delle mente). Questo perché la tua mente consapevole finalmente torna indietro sul bersaglio, scopre che hai perso il pin, poiché non eri concentrato in quel momento con il centro del centro , Invece tu stavi pensando ed eri concentrato sul rilascio. Gli occhi sono solo un obbiettivo e non hanno sensazioni o desideri. Solo la mente può fare questo. Che concetto! Yeah! Anche per la mia testa Si****/Irlandese è stato difficile all’inizio accettare questa nozione. Ma provaci come ho fatto io. Fidati di me è assolutamente a prova di proiettile. Leggi, vedrai che andrà meglio.
VOLERE UNA PERFETTA VISUALE DI MIRA
Con l’aiuto di una dozzina di miei studenti, che hanno raggiunto “una profetizzabile accuratezza/precisione”, Ho constatato i tiratori di tipo A e gli analitici (come me) non desiderano ottenere una perfetta visuale di mira, con un pin fermo nel centro … come un il mirino di precisione di un fucile con cavalletto. Va bene anche che il pin si muova un pochino. Questo viene chiamato movimento naturale ad arco. Questo tipo di movimento è perfettamente naturale e non ci distrae poiché abbiamo tutti un meccanismo nel nostro subconscio che fa muovere la mano coordinandola con il programma visivo. Questo sistema farà continuamente muovere il braccio che regge l’arco e quindi il pin verso il centro( se ci concentriamo consciamente sul centro).
Puoi testarlo ora, facendo un cerchio con il vostro dito indice e pollice simulando una diottra. Mira l’orologio della cucina guarda la tua diottra (mano) nota quanto si muove la diottra mentre stai tentando di tenere il bersaglio per cinque secondi esattamente al centro del cerchio. Ora fai riposare il braccio per circa venti secondi e prova ancora. Questa volta però, una volta accerchiato il bersaglio, non prestare attenzione alla diottra e focalizza il centro esatto del bersaglio e di a te stesso mentre lo stai facendo … trova il centro .. focalizza il centro del bersaglio etc per quattro secondi. Poi nota dov’è il bersaglio… E’ esattamente nel centro del cerchio che hai fatto! E’ accaduto senza che tu abbia consapevolmente mosso il tuo braccio o la tua mano per centrarlo.
Il cervello umano preferisce la simmetria! Dozzine di perfetti scorse (indoor 300/60X) mi sono stati riportati dai miei allievi! Ne ho messo qualcuno nel mio libro. Purtroppo non ho abbastanza spazio per la maggior parte. Comunque, centinaia di essi hanno riportato vittorie in 3D o targa e qualcuno ha vinto i nazionali o ha stabilito record del mondo usando il loro auto allineamento inconscio per guidare il mirino. Tutto ciò che devono fare è rimanere “agganciati” mentalmente al centro esatto … ed aver fiducia che il pin andrà esattamente dove pensi… non dove guardi! Perciò se focalizzi e ti concentri sul centro.. la freccia andrà esattamente li. Ma se focalizzi e ti concentri sul pin .. la freccia andrà esattamente dov’è il pin quando è fuori dal centro.
Quindi per il 95 % delle personalità è molto più facile focalizzare il centro esatto (poiché non si muove) piuttosto che il pin, che balla dappertutto! Questo movimento fa si che mentalmente siamo costretti a inseguire il pin, a super-controllarlo e perciò a fondere. Ecco perché molti buoni tiratori non fanno bene in gara o ogni volta che dicono “ non voglio sbagliare questo tiro” “lo effettuerò con più attenzione”. La paura di sbagliare e la risultante ansia carica i muscoli di adrenalina e fa si che il pin si muova tre volte più velocemente che in allenamento.
Questo rapido movimento è esterno alla loro zona di comfort visuale (e mentale) Quindi sono costretti a combattere per mantenere il pin sul bersaglio dai quattro ai sei secondi in più rispetto al solito (che viola la loro zona di comfort fisico).
Rimangono troppo in aggancio, cominciano a perdere back tension e di conseguenza cercano di compensare spingendo maggiormente con il braccio che regge l’arco per non crollare. Quando finalmente avviene lo sgancio, (poiché le spalle sono pre caricate a quel punto) .. la freccia va a sinistra (per tiratori destri)! Un altro scenario comune è quando il pin va sotto il centro e si posiziona a ore sei .. e lo congelano li! Fatti questa domanda “ perché il pin dovrebbe ritornare nel centro da solo se tu stai pensando al pin a ore sei ? La tua coordinazione occhio-mano è legata direttamente alla mente consapevole. Ovunque ti concentri e focalizzi mentalmente … è dove punteranno sia il braccio che regge l’arco che il pin… e dove la freccia andrà.
Funziona nello stesso modo per un lancio nel baseball, per un tiro ad hockey, pallacanestro per un lancio di una freccetta etc. Così, in questo modo per la stragrande maggior parte dei tiratori, focalizzare e concentrarsi su dove si vuole mandare il proiettile permetterà di ottenere i migliori risultati. Questo metodo funziona in quasi tutti gli sport per quasi tutti i tipi di personalità. Comunque trovo che i tipi B possono usare anche altri sistemi. In arcieria per esempio sembra che siano in grado di concentrarsi sul pin o sul bersaglio o andare avanti e indietro senza analizzare, o supercontrollare la visuale di mira. Mi piacerebbe poter metter in scatola tutto questo! Hmmm pillole del tipo B o pillole di Ragsdale o pillole di Ulmer.
Fino a quando non capiamo che non esiste altro modo per avere successo (eccetto eseguire inconsciamente mentre miriamo consciamente), molti di noi tiratori continueranno a rimbalzare mentalmente avanti e indietro, dall’obbiettivo pin al sistema motore, fino a quando il tiro non esplode. Poi, anticipo del tiro e paura di sbagliare ci porteranno a comperare una licenza di pesca. E’ necessario capire che il meccanismo/processo completo è una sfida. Ha cambiato centinaia di tipi A e Analitici e sono migliorati in maniera diretta o per gradi, vincendo o lottando per la vittoria in molte gare. Nella serie video “ SHOOTER’S SCHOOLL MASTER SERIES “puoi trovare un approfondimento a questo riguardo, “MENTAL KEYS THAT UNLOCK TARGET PANIC PART 1 E 2 ” (Chiavi mentali per sblocarre il target panic) di Len Cardinale e “TARGET PANIC AND DISCIPLINE CALLED ARCHERY” (target panic e disciplina chiamata arcieria) (Bernie Pellerite) vedi appendice.
LO SGANCIO A SORPRESA Poiché il subconscio controlla lo sgancio della freccia mentre tu stai consciamente mirando, lo sgancio avviene come una sorpresa per la mente conscia. Molti dei miei allievi sono così sorpresi quando finalmente raggiungono uno sgancio regolato dal subconscio che quasi lasciano cadere l’arco.
Ci sono diversi metodi che utilizziamo per essere certi che la mente conscia sia totalmente bloccata nella mira mentre il tiro avviene inconsciamente e “ coglie la mente conscia di sorpresa”.
Questo è l’unico modo per molti di raggiungere una grandezza o comunque una competitività in competizioni di alto livello arcieristico.
boun lavoro!!!!!!!!!!!!!!!!
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Valerio
Leia
  
317 Posts |
Posted - 29/10/2004 : 16:26:52
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L'ho trovato davvero molto interessante, anche se delle parti le avevo già lette sulle due riviste principali di tiro comunque... Sono state tradotte anche le parti riguardanti il rilascioa sorpresa? Questo allenatore spiega anche come gestire il rilascio a sorpresa con il vento?, A madrid ho visto tirare la Zorn, sembra che anche lei utilizzando un sgancio a pollice faccia rilascio a sorpresa, e c'era un fastidiosissimo vento....ha fatto sempre più punti degli uomini. Scusate se sono un pò fuori topic, ma sono i dubbi esistenziali che mi assillano in questo periodo.
Valerio Palandri |
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daniele
C3PO
8 Posts |
Posted - 11/11/2004 : 19:37:27
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i capitoli precedenti sono disponibili? Grazie per quello che state facendo Daniele |
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psormani
Cewbacca

67 Posts |
Posted - 12/11/2004 : 10:30:30
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purtroppo no, li ho solo in inglese in quanto ho il libro cartaceo. Tieni in considerazione che la prima parte del libro parla dei materiali e dei sistemi di taratura( li trovi d'appertuto e uno vale l'altro)e poi spiega come un sacco di tiratori forti ha fatto punteggi stratosferici con strappi della carta impossibili o frecce fuori tabella. L'idea di base che trasmette è: tara il tuo arco una volta per tutte e non pensarci piu di tanto perchè non è quello che importa...... |
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daniele
C3PO
8 Posts |
Posted - 12/11/2004 : 19:16:37
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| Grazie lo stesso a presto |
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titty59
Leia
  
Italy
309 Posts |
Posted - 12/11/2004 : 23:33:13
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| Parole Sante ,le ultime di Psormani.Però se spostassi piu' in basso la visette,forse....!!!?.Potrei spingere di piu' col braccio dell'arco per cui...!!!? Se cambiassi lo spine delle frecce potrei sperare di .... fare un punto in piu'!Questo tarlo ci rode piu' o meno tutti e forse è il bello del nostro sport dove non si "arriva mai" ad uscire dalla disputa domenicale con uno score che ci soddisfi.Le nostre inossidabili verità si scontrano con i fatti ed allora cambia,cambia prova e riprova , finchè c'è vita (e passione) c'è speranza (anche per i negozianti)A parte le due battute semiserie ,GRAZIE Psormani per il bell'articolo che hai messo a disposizione del popolo del forum. |
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Pietro
Cewbacca

50 Posts |
Posted - 17/11/2004 : 07:21:39
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Ciao PSormani, tutto intressantissimo da applicare non proprio semplice, Volevo però chiederti se è possibile avere i riferimenti per trovare/comprare il testo integrale da cui hai estrapolato i capitolo sulla mira. Grazie Pietro |
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psormani
Cewbacca

67 Posts |
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psormani
Cewbacca

67 Posts |
Posted - 27/11/2004 : 11:17:18
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Da applicare non proprio semplice: aiuta, e molto, un sistema di mira adatto. si può provare a sostituire il classico punto con un anello che visto sul bersaglio sia più grande del giallo e spesso quasi quanto il rosso ( parlo del bersaglio indoor per intenderci); in questo modo la nostra visuale non viene interrotta da nulla sulla strada del crocino al quale possiamo tranquillamente rimanere agganciati fino all'arrivo della freccia. |
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bis
Leia
  
Italy
449 Posts |
Posted - 27/11/2004 : 11:33:25
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Una ditta francese produce diottre molto semplici con sottili anelli neri di diverso diametro. Quello che sto usando ha diametro interno di 8mm, esterno 9,5mm. Dei tre che potevo sciegliere e' il piu' piccolo. E' talmente "discreto" che quando transita sull'asse occhio/crocino non ho alcun disturbo. Esattamente quello che volevo. |
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psormani
Cewbacca

67 Posts |
Posted - 28/11/2004 : 09:31:16
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puoi pubblicare il nome della ditta? e magari una foto? grazie |
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Vertigo
C3PO
Italy
16 Posts |
Posted - 08/12/2004 : 19:26:41
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Cia ragazzi, quello che piu' mi ha colpito del testo è stata questa parte:
>>>Ora fai riposare il braccio per circa venti secondi e prova ancora. Questa volta però, una volta accerchiato il bersaglio, non prestare attenzione alla diottra e focalizza il centro esatto del bersaglio e di a te stesso mentre lo stai facendo … trova il centro .. focalizza il centro del bersaglio etc per quattro secondi. Poi nota dov’è il bersaglio… E’ esattamente nel centro del cerchio che hai fatto! E’ accaduto senza che tu abbia consapevolmente mosso il tuo braccio o la tua mano per centrarlo.>>>
per il semplice fatto che mi ricorda un particolare percorso che viene usato in psicologia per far superare stati fobici alle persone, dato che: "quando io costringo la mia mente a controllare cio' che fa spontaneamente... interrompo quello che funziona bene e in modo naturale" |
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paelios
C3PO
Italy
33 Posts |
Posted - 07/01/2005 : 18:01:46
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quote: Originally posted by psormani
E' proprio il neofita che deve da subito iniziare a tirare in questo modo, non vedo perchè vada prima rovinato per poi cercare di guarirlo, molto meglio partire subito nel modo corretto. per i cavalletti basta iniziare ad un metro dal bersaglio.
Io direi che ad un neofita bisognerebbe insegnargli innanzitutto la base del tiro con l'arco e cioè tutti i fondamentali, poi quando avra'acquisito bene le varie fasi sequenziali del tiro e riesce a farle con una consistente frequenza facendo i dovuti controlli (consci) a questo punto si puo' pensare di affidare tutti i vari controlli al subconscio mentre il nostro conscio si deve occupare solo della mira e da qui che trovo interessante trasmettere quello che di buono c'è scritto nella tua traduzione. Ritengo che se ad un neofita isegnassi sin dal primo momento a farlo tirare senza insegnargli i fondamentali del tiro, penso che piu' di diventare un'arciere di gruppi storici non possa fare. (ti premetto che anche io faccio parte anche di un gruppo storico e posso dire che c'è una grossa differenza di visione del tiro con l'arco tra loro e gli arcieri che fanno agonismo) Ancora grazie per la tua traduzione
Elio. |
Edited by - paelios on 08/01/2005 21:46:48 |
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titty59
Leia
  
Italy
309 Posts |
Posted - 12/01/2005 : 12:13:01
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Credo Paelios che quanto tradotto da Sormani sia "facilmente" applicabile come insegnamento a chiunque si avvicini alla " bicicletta" ,qualora ci si creda e se ne veda (mio avviso si!)il reale valore. Per i "risultati" ne parliamo poi. Ciao |
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