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Robin Hood
C3PO
2 Posts |
Posted - 01/11/2004 : 01:18:19
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Salve a tutti. Volevo porre una domanda tecnica: quante possibilità ci sono di recuperare una freccia di legno che viene scagliata contro un bersaglio che sia ancora intatta e utilizzabile? Se non è utilizzabile, perché? Chiedo questo specialmente riguardo le frecce nel medioevo; volevo sapere se qualcuno di voi potesse darmi una risposta tecnica. Se si, vi ringrazio vivamente e anticipatamente.
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felsinei
Leia
  
Italy
586 Posts |
Posted - 01/11/2004 : 09:58:15
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Ciao e benvenuto. La risposta alla tua domanda dipende molto dal materiale relativo al bersaglio. Mi spiego, se si tratta di paglione, bersaglio normalmente usato per chi tira con l'arco, è sufficiente estrarla tornare alla linea di tiro e ripetere il tiro. tutt'al più potrebbe essere rimasta nel paglione la punta, cosa che peraltro succede di frequente con immensa gioia di chi tira dopo, in particolare di chi usa frecce da 25 € cadauna . In questo caso, non conviene ritirare una freccia senza punta, volerebbe malissimo  Seconda ipotesi: il bersaglio è un'albero allora la cosa si complica, probabilmente una mezza freccia rimarrebbe conficcata nella pianta e allora...........una freccia in meno in faretra. Scherzi a parte, conviene sempre tirare su paglioni o al massimo morbiduro, dove i danni alle frecce sono sempre molto limitati. Cordialmente giolaz |
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Robin Hood
C3PO
2 Posts |
Posted - 01/11/2004 : 13:48:01
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| Capisco, ma se il bersaglio della freccia fosse una persona o una corazza di ferro (sempre inerente al medioevo), quante probabilità ci sarebbero che la freccia si rompa o si danneggi? |
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mauman
Han Solo
 
Italy
259 Posts |
Posted - 01/11/2004 : 16:19:43
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quote: Originally posted by Robin Hood
Capisco, ma se il bersaglio della freccia fosse una persona o una corazza di ferro (sempre inerente al medioevo), quante probabilità ci sarebbero che la freccia si rompa o si danneggi?
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drago
Han Solo
 
246 Posts |
Posted - 01/11/2004 : 18:46:56
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quote: Originally posted by Robin Hood
Capisco, ma se il bersaglio della freccia fosse una persona o una corazza di ferro (sempre inerente al medioevo), quante probabilità ci sarebbero che la freccia si rompa o si danneggi?
Ehi Robin Hood, la tua domanda e' piuttosto bizzarra!!! Il Medioevo e' finito, non ci si tira piu' addosso!!! Ora ci sono le pistole, fucili,bombe a mano ecc.... Sorvolando sul bersaglio "persona", direi che contro una corazza di ferro la freccia si danneggia di sicuro!. |
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Babalot the wise
C3PO
24 Posts |
Posted - 02/11/2004 : 01:19:09
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... da vecchio giocatore di wargames posso immaginare che la tua curiosità sia dettata dal voler creare una tabella dado/percentuale da applicare ad un wargame o a un GdR (gioco di ruolo per i non addetti ai lavori)... quindi passo a risponderti: in linea teorica le frecce che vanno a bersaglio durante un combattimento sono raramente recuperabili in quanto di difficile estrazione anche se rimanessero integre. nell'antichità gli archi da guerra raggiungevano una potenza di 80/120 libbre e potevano perforare 5 cm di legno a 250 metri ed anche oltre. le frecce in legno, la cui lunghezza poteva raggiungere anche gli 80 centimetri, conficcate nella corazza o nello scudo di un cavaliere quando non si spezzavano nell'impatto si sarebbero di certo spezzate quando il malcapitato fosse precipitato a terra dal cavallo, stesso discorso per le frecce conficcate negli scudi o nei pavesi dei fanti e dei balestrieri...inoltre le punte in ferro di varie fogge e peso difficilmente avrebbero mantenuto la loro funzionalità dopo un urto del genere compromettendone il riutilizzo. alla fine si può ragionevolmente stabilire che le uniche frecce riutilizzabili fossero quelle fuori bersaglio conficcate nel terreno fangoso del campo di battaglia... molte di sicuro se si considera che un arciere era in grado di scagliare 5 o 6 frecce al minuto,il che significa che una formazione di 4000 arcieri era capace di scagliare fino a 20000 frecce contro una formazione di cavalieri al galoppo nel tempo che occoreva a questi per coprire la distanza di tiro utile.... la battaglia di Crecy è l'esempio lampante di quanto potessero essere efficaci formazioni di arcieri addestrati. Rispondendo solo alla tua domanda... Capisco, ma se il bersaglio della freccia fosse una persona o una corazza di ferro (sempre inerente al medioevo), quante probabilità ci sarebbero che la freccia si rompa o si danneggi? ... la risposta è freccia spezzata nella quasi totalità dei casi, e se non si spezza i bargigli della freccia ne impedirebbero l'estrazione tant'è che dovevano essere spezzate per essere estratte dai feriti. Diverso discorso per i quadrelli da balestra che erano molto più corti e pesanti, e quindi robusti, con la punta conica per migliorarne la penetrazione contro le armature... spero di esserti stato utile...
... dimenticavo, alcune delle frecce sul terreno, apparentemente integre, avrebbero potuto essere quelle deviate dagli scudi concavi o convessi che utilizzavano proprio i cavalieri nel medioevo e che avevano appunto la funzione di deviare il tiro della freccia che schizzava via senza conficcarsi ma con la punta certamente danneggiata, stessa funzione avevano quegli strani elmi con la visiera a punta o conica, dovevano impedire alla freccia di scaricare la sua forza perpendicolarmente al bersaglio e quindi proteggevano meglio il cavaliere... infatti l'arciere a distanza ravvicinata, fino ai 30 metri circa, mirava al viso del cavaliere o al muso del cavallo e questi punti andavano adeguatamente protetti....
"... non è dato di sapere tutto..." Ovidio, Odi, libro IV, 4/22 |
Edited by - Babalot the wise on 02/11/2004 01:41:17 |
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